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Il Convegno Incontri con la Matematica

Convegno XXVI: Richiesta per tenere un seminario o altro

Programma del convegno XXV

Relatori del convegno XXV

Il Convegno Incontri con la Matematica che si svolge nella città di Castel San Pietro dal 1987 nella prima fine settimana di novembre ha avuto, fin dall’inizio, una notevole affluenza; insegnanti della scuola dell’infanzia, della scuola primaria, della scuola media, della scuola superiore, dell’università, dirigenti scolastici, ispettori e dirigenti ministeriali, tutti insieme, senza distinzioni, assistono a interessanti e coinvolgenti conferenze e seminari a carattere divulgativo o didattico; partecipano a laboratori, mostre di matematica o sulla matematica; presenziano a spettacoli di teatro e cinema matematico; visitano mostre di arte figurativa connesse con la matematica.

Un Convegno di diffusione della ricerca

Il Convegno ha come scopo prioritario quello di mettersi al servizio degli insegnanti, per offrire esempi, riflessioni, suggerire idee ma anche cautele verso entusiasmi acritici nei confronti di pseudo novità didattiche. Molti studiosi di didattica della matematica di livello nazionale e spesso internazionale si sono date il cambio su questo palcoscenico, invitati dagli organizzatori a trasformare il frutto delle loro ricerche in possibili riflessioni critiche costruttive o a suggerimenti di carattere didattico concreto o teorico. Solo per citarne alcuni stranieri, a Castel San Pietro hanno raccontato il frutto delle loro ricerche Guy Brousseau, Raymond Duval, Efraim Fischbein, Gérard Vergnaud, tra gli altri. Accanto a questi studiosi, per lo più universitari, sono stati invitati molte centinaia di insegnanti attivi nel campo della sperimentazione a raccontare ai loro colleghi, tramite seminari, mostre e laboratori, i risultati di buone pratiche di insegnamento-apprendimento, per metterle in evidenza ed in discussione. Si è sempre dato forte impulso alle rappresentazioni teatrali a tema matematico organizzate a scopo didattico con compagnie formate da studenti e dai loro insegnanti, non solo italiane; così come la proiezione di pellicole a carattere matematico. Gli artisti che hanno aderito alla richiesta di esporre opere d’arte figurativa matematica sono italiani e stranieri, spesso di altissimo livello; ci basti ricordare, tra i molti, Lucio Saffaro e Oscar Reutervärd, che si sono così appassionati al convegno da regalare alla organizzazione alcuni logo.

Il successo del Convegno

Il Convegno è stato sempre premiato dal numero e soprattutto dall’entusiasmo dei partecipanti. La formula è stata copiata da tanti altri convegni minori, il che riempie di orgoglio gli organizzatori, ma la fedeltà dei partecipanti a questo Convegno rimane unica, facendo sì che questo conservi in modo indiscusso il primato del più numeroso convegno annuale d’Europa nel campo della didattica della matematica.

Il che spinge a continuare e migliorare; molti insegnanti (non solo di matematica) hanno più volte testimoniato che aspettano con ansia questo momento di studio che giudicano unico nell’anno; lo testimonia altresì la loro folta e calorosa partecipazione. Gli organizzatori intendono quindi continuare ad offrire occasioni di stimolo, di riflessione anche critica, continuando a proporre quei ricercatori e quei docenti di tutti i livelli scolastici che hanno esperienze interessanti meritevoli da far conoscere ai colleghi.

Testimonianza del Convegno sono gli Atti che, con estrema puntigliosa ed indiscussa regolarità, sempre, in tutte le occasioni, sono usciti il primo giorno, al momento dell’inaugurazione. Sono da un lato uno strumento comodo nelle mani dei partecipanti per scegliere le attività ritenute più interessanti e seguirle con maggior consapevolezza (di fatto, è letteralmente impossibile poter partecipare a tutte le proposte, come ingenuamente tentano di fare i neofiti); dall’altro una testimonianza storica degli eventi.

La storia

Il Convegno fu preceduto da un numero zero, che si svolse a Bologna anziché a Castel San Pietro; dunque, il convegno che ha numero ordinale n, in effetti, segnala l’ (n+1)-esimo convegno; anche del convegno zero esistono gli Atti.

Accanto al Convegno-madre, negli anni si sono organizzati, in varie località italiane, convegni minori, più locali, gestiti dalla stessa organizzazione; impossibile qui ricordarli tutti a causa del numero elevato.

Il “Convegno di Castel San Pietro”, così lo chiamano tutti, è famoso anche all’estero; capita spesso di andare a convegni anche oltre Oceano dove viene citato: gli Atti viaggiano, sono raccolti e studiati.

Un servizio per gli insegnanti

Così che diventa obbligo quello di impegnarsi, di cercare nuove idee, di sentirsi però sempre al servizio degli insegnanti. In questo Convegno, nessuno ha la pretesa d’insegnare ai propri colleghi, né ricercatori, né universitari, né professori, né maestri; in questa occasione, l’unico invito è a raccontare pubblicamente esperienze o idee; qui i ricercatori mettono in comune con i colleghi i loro risultati…

Un convegno di diffusione della ricerca, dunque, NON un convegno di ricerca.